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da QUINTAEPOCA.IT

Vincolo idrogeologico, canile Novepani, spunta un’autorizzazione della Provincia rilasciata nel 2006
Era il 31 maggio 2006 e la provincia di Viterbo  rilasciava l’autorizzazione ad effettuare «movimento terra relativo alla costruzione di box per cani» in località Novepani, a condizione che le modalità esecutive si conformassero alle prescritte condizioni, con validità tre anni.

Undici anni fa si superava, così, in modo piuttosto semplice, sembrerebbe, quel vincolo idrogeologico, anche se non l’unico, che in questi mesi ha tenuto incollati ai banchi, in sedute interminabili di  commissioni consiliari, consiglieri di maggioranza e opposizione, nell’ambito del dibattito innescato con l’assessore competente, Luisa Ciambella (Pd), sulla possibilità di realizzare un parco canile proprio a Novepani, dove, attualmente, sorge il canile municipale.

L’assessora ha più volte sollevato il problema dei vincoli sull’area, quello idrogeologico e quello boschivo, come reale ostacolo alla realizzazione del parco canile in quel sito, più volte indicato, invece, da consiglieri di maggioranza e opposizione, come quello più idoneo per dare vita alla nuova struttura, fino ad arrivare all’approvazione dell’ordine del giorno nel consiglio comunale di martedì pomeriggio, con il quale, in sostanza, si «sconfessa» l’indirizzo della giunta fissato nella delibera 2015 che indica la realizzazione tramite un project financing di un canile tradizionale in località Pratoleva.  Una scelta radicalmente superata dall’ordine del giorno presentato a firma di Maria Rita de Alexandris (Viva Viterbo) e Francesco Serra (Pd) che «dice alla giunta» di  riprendere  le linee di indirizzo approvate con la delibera del 2013 e cioè: la realizzazione di un parco canile a Novepani attraverso un bando pubblico e una gestione pubblica affidata prioritariamente alle associazioni animaliste.

Un consiglio comunale che ha suscitato scalpore proprio perché andato a correggere un indirizzo preso dalla giunta in solitaria, scatenando una guerra giocata all’ultimo «sangue», politicamente parlando, tra le correnti interne della maggioranza di centrosinistra, dove i colpi di scena non si sono risparmiati. Tra questi anche l’estrazione dal «cilindro» di Giulio Marini (FI) proprio dell’autorizzazione a costruire il canile in località Novepani, rilasciata dalla Provincia in deroga al vincolo idrogeologico, a dimostrazione che «volere è potere».

«Il vincolo idrogeologico – dice Giulio Marini – era sembrato il problema centrale in questi mesi, un ostacolo difficilmente superabile, a detta di Ciambella. La certificazione rilasciata dalla Provincia nel 2006 ci dice che non è proprio così. Questi atti amministrativi ci dimostrano che queste strutture possono essere mantenute sull’area in cui stanno. Se l’amministrazione comunale deciderà di delocalizzarle, sarà solo una decisione politica». Anche per quanto riguarda il «vincolo boschivo» Marini afferma: «Il problema non c’è. Se ci fossero stati tutti questi vincoli, nel 2012, quando ero sindaco di Viterbo, non avrei acquistato per conto dell’ente quel terreno dove insiste il canile». Marini l’ha spiegato piuttosto chiaramente, con toni sfociati in un vero e proprio attacco all’indirizzo di Arduino Troili, durante il consiglio comunale sul parco canile. Il consigliere comunale del Pd affermava, infatti, che la presenza del canile a Bagnaia potesse inquinare le falde acquifere, sollevando, inoltre, la questione relativa a presunti abusi edilizi nella costruzione del canile. A queste dichiarazioni Marini ha esibito il certificato di autorizzazione della Provincia di Viterbo del 2006, in merito al vincolo idrogeologico, e i permessi a costruire rilasciati dal dirigente Emilio Capoccioni che, pare, però, riguardino solo una parte del canile.

«Bisogna prendere gli atti e leggerli – ha detto Marini in consiglio con un tono piuttosto animato all’indirizzo di Troili –  Ho acquistato il terreno a Novepani, di  proprietà dell’Enpa,  con la garanzia che fosse tutto in regola. Lei consigliere dice cose inesatte – ha continuato Marini rivolto a  Troili – c’è un certificato di autorizzazione del vincolo idrogeologico attestante che si poteva realizzare il canile a Bagnaia. Lei poteva essere messo a conoscenza di questo atto. C’è, inoltre, un permesso a costruire che certifica la costruzione del canile a Bagnaia. Il mio acquisto per il Comune nel ruolo di sindaco è legittimo. Non ci sono da fare tante storie. Basta con questa polemica. Se volevate opporvi al canile a Bagnaia, lo potevate fare nel 1982, non adesso, dopo quarant’anni».

da LA FUNE.EU

Gran cagnara per il Parco canile, ma alla fine il Consiglio lo approva

Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla conversione del canile comunale di strada Novepani. Maggioranza e opposizione hanno deciso di cassare la delibera di Giunta del dicembre 2015 con la quale l’amministrazione comunale aveva deciso per individuare una nuova area nel quale realizzarlo tramite project financing. LA discussione sull'ordinanza anti accattonaggio è invece stata rinviata.

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Via libera al Parco Canile a Bagnaia, ma in maggioranza è una gran cagnara. Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla conversione del canile comunale di strada Novepani. Maggioranza e opposizione hanno deciso di cassare la delibera di Giunta del dicembre 2015 con la quale l’amministrazione comunale aveva deciso per individuare una nuova area nel quale realizzarlo tramite project financing. Ma nel centrosinistra non è oro tutto quello che luccica.

In molti nel centrosinistra sono in polemica con il proprio ex capogruppo Francesco Serra, anche se poi hanno tutti votato sì: “Costa troppo, è immorale”, ha detto Daniela Bizzarri del Partito Democratico. Posizione simile per Paolo Simoni che ha chiesto di non spendere troppi soldi. “Ora – ha aggiunto Christian Scorsi, Pd – diteci dove prenderemo i soldi per realizzarlo”. “Questi soldi – Martina Minchella, anche lei Pd – non siano tolti agli indigenti”. “Spendiamo 760mila euro l’anno per la gestione del canile – ha risposto Giulio Marini, Forza Italia – il Parco Canile porterà dei risparmi, ma servono scelte politiche”. “State dicendo che non si realizzerà – ha chiosato Paolo Moricoli – quindi voterò per farlo perché avete detto che tanto non si farà”.

L’ordine del giorno chiedeva comunque altro, ovvero un indirizzo politico verso il quale indirizzare l’amministrazione, e non la impegnava per realizzarlo. “Nessuno chiede di mettere subito i soldi in bilancio – ha precisato Gianmaria Santucci, Fondazione – ma si tratta di definire la località del futuro Parco Canile, la modalità di gestione e capire con un progetto quanto costi per capire se è possibile farlo. Non si tratta di fare scelte di principio, ma di pragmatismo”. “L’odg – ha spiegato Maria Rita De Alexandris, Viva Viterbo – andrà in contro alle persone”. “Le spese non diminuiranno mai – ha detto Serra – se non saranno ridotti i cani che hanno bisogno del canile”. L’ordine del giorno infatti sollecita anche la programmazione contro il randagismo. “Tutta questa attenzione che annunciate per il sociale e le persone – ha aggiunto Luigi Buzzi, Fratelli d’Italia, rivolgendosi ai democratici Scorsi, Bizzarri e Minchella – la vorrò vedere nel prossimo bilancio, sennò quel che dite sarà solo fuffa”. “Le associazioni – ha spiegato il sindaco Leonardo Michelini chiudendo il dibattito – possono aiutarci a ridurre la spesa per il canile con le adozioni e la cura dei cani. Solo loro possono farlo e lo riconosce anche la legge regionale. Salvaguarderemo il benessere degli animali e – ha risposto così a Minchella, Scorsi e Bizzarri – risparmieremo senza tagliare altre spese sociali. Non sono contro a priori però al project financig”.

Il superamento della delibera del 2015 era iniziato con l’ordine del giorno presentato dal consigliere del Partito Democratico Francesco Serra, discusso la scorsa settimana, e votato ed emendato oggi durante la seduta, che dà indicazione alla giunta di recuperare la posizione espressa nel 2013 quando si scelse la via del Parco canile. L’area indicata è quella nel quale si trova oggi il canile comunale, ovvero in strada Novepani a Bagnaia. Localizzazione che non piace ad Arduino Troili, anche lui Pd, perché la ritiene sbagliata: “Ci sarebbero – dice – abusi edilizi”. Al consigliere ha risposto l’ex sindaco Giulio Marini che ha presentato alcuni documenti che attesterebbero il contrario. La strada per la realizzazione del Parco Canile sarà quella prioritariamente del bando. Scelta decisa da un emendamento del Movimento 5 Stelle passato nonostante il parere della maggioranza. Decisiva in questo caso l’astensione di Claudio Mecozzi (Oltre Le Mura), Francesco Serra (Pd), Marco Volpi (Pd) e Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo).

Il Consiglio ha anche sollecitato l’assegnazione del parco canile con priorità alle associazioni animaliste e l’attivazione della consulta, già approvata da tempo. Qualora non fosse possibile realizzare il Parco canile in strada Novepani, l’amministrazione potrà realizzarlo altrove, in accordo con la Regione. Paolo Simoni ha chiesto di non investire troppi soldi vista la situazione di difficoltà economica dell’ente. Sulla stessa linea Daniela Bizzarri: “Ci sono persone che muoiono di fame in questa città – ha detto – e spendere 800mila euro per questo è immorale”. Secondo Serra invece sarebbe un fiore all’occhiello alla città: “Questa decisione nobilita il Consiglio comunale. L’impegno deve essere quello di realizzarlo nel prossimo futuro”.

Prima del voto la resa dei conti della maggioranza con Daniela Bizzarri che aveva chiesto una sospensione della seduta. Dopo la sospensione, la gazzarra e poi il voto che sancisce che il tanto rumore, era per nulla. Il Consiglio approva, con il solo voto contrario di Arduino Troili, da sempre contrario al Parco canile a Bagnaia. Presente alla votazione anche Filippo Rossi. “Il dato positivo – ha concluso Sergio Insogna, facendo riferimento alle trattative e al lavoro dei consiglieri di maggioranza e opposizione – è che siamo riusciti a recuperare il nostro ruolo e a riappropriarci del nostro dovere”.

Il Consiglio alla fine si è chiuso e la discussione sull’ordinanza anti accattonaggio è stata rinviata.

Simone Carletti Simone Carletti

da QUINTAEPOCA
Prima Pagina

Parco canile, le associazioni animaliste: «Vogliamo chiarezza da Ciambella. Il consiglio voti un indirizzo inequivocabile e la giunta lo segua»

Tutti in campo per il parco canile: ieri le associazioni animaliste con una conferenza stampa, oggi, in consiglio comunale, numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione con un ordine del giorno che riprende quanto stabilito con la delibera del 10 luglio 2013, che va appunto in questa direzione. Un indirizzo, quello della realizzazione di un parco canile piuttosto che di un canile classico con box su cemento, che, ieri, le associazioni animaliste hanno voluto rimarcare. È stato necessario farlo perché successivamente alla delibera 2013, che indirizzava l’amministrazione verso la realizzazione del parco canile, ne sarebbe stata adottata un’altra, dalla stessa giunta, nel 2015, ribattezzata dalle associazioni animaliste «la delibera fantasma»  che affermerebbe il contrario. «L’ho chiamata così– dice Alessia Buzzavo di Mi Fido di Fido – perché di questa delibera non se ne parla mai. E invece dovremmo farlo perché opta per la costruzione di un mega canile prigione a Pratoleva attraverso un project financing. Ci sembra una cosa da non sottovalutare. Se Ciambella è andata in Procura a fare una chiacchierata informale, noi ci andremo tutti i giorni a controllare il project financing, se questa sarà la volontà del Comune. La localizzazione a Pratoleva, inoltre, è molto scomoda per i volontari che dovrebbero mettere decine di euro di benzina per raggiungere il canile.  E soprattutto sarebbe una zona fuori mano per gli adottanti. Avere una struttura vicino Viterbo è fondamentale per incentivare le visite e, quindi, le adozioni. Novepani è una località più vicina e già molto conosciuta, poiché visitata da tempo da molte famiglie».

Ma quello che preme affermare alle associazioni animaliste in questo primo momento è ribadire la scelta «chiara» del parco canile alla luce di due delibere della stessa giunta piuttosto controverse, rimandando in un secondo momento la decisione sulla sua ubicazione.

«Sono stati formalizzati due atti dalla giunta Michelini – dice Antonella Bruni del servizio veterinario della Asl – la delibera 268 del 10 luglio 2013 e quella del 536 del 31 dicembre del 2015, totalmente in antitesi l’una con l’altra. La prima sceglie il parco canile, la seconda no. Noi siamo favorevoli all’indirizzo della prima, che ha recepito la relazione del dirigente del servizio veterinario igiene pubblica dott Clò, facendo una scelta chiara e trasparente». Tratti che, secondo le associazioni animaliste, mancherebbero alla seconda delibera. «È stata adottata in modo poco pubblicizzato il 31 dicembre 2016 – dice Bruni – stabilendo la costruzione di un mega canile tradizionale in località Pratoleva. Mi pare un’evidente contraddizione. Trovo, inoltre, bizzarro che l’assessore Ciambella ricordi le mie dichiarazioni sul randagismo quando ero Presidente del Consiglio e non si ricorda di avere fatto una delibera il 31 dicembre, data particolare come il 14 agosto, con la quale dice tutto il contrario di quello che continua a sbandierare. Nonostante ciò, mi auguro che domani (oggi ndr) il consiglio comunale che rappresenta tutta la città,  voti un indirizzo politico preciso, che la giunta dovrà seguire, se ancora c’è rispetto per l’istituzione e per gli strumenti che la città ha per dialogare con i propri rappresentanti. Il fatto che l‘ordine del giorno sia stato presentato da maggioranza e opposizione gli dà già in partenza un grande valore, poiché rappresenta tutta la città. L’amministrazione scelga in modo inequivocabile. Noi auspichiamo che si adotti il parco canile come struttura per poter ospitare i cani, perché risponde a benefici economici per le casse comunali e al benessere degli animali.  La scelta strutturale, però, non deve essere confusa con l’individuazione del sito. Si continuano a mistificare le cose. Successivamente si vedranno pro e contro delle varie ubicazioni».

Torna, invece, sull’analisi delle spese Francesco Sterpa dell’associazione Amici Animali: «Ciambella ha esordito su questo argomento, mettendo vicino la difficoltà a pagare le  Rsa con la spesa per i cani. Ma non ha senso. Le prime derivano da una scelta della Regione Lazio. Cosa c’entrano i cani?  Sono andato a verificare, tra l’altro, la cifra dichiarata da Ciambella di 700 mila euro e, a mio avviso, la spesa ammonta almeno 100, 125 mila euro in meno. Per il canile di Bagnaia si spendono massimo 250 mila euro all’anno, molto meno dei canili privati, pur ospitando più cani. Non vorrei che queste cifre fossero sparate per sollecitare l’immaginario pubblico che si spendono un sacco di soldi per il canile». Altro punto su cui il dibattito potrebbe accendersi in consiglio comunale è il timore sollevato da Arduino Troili (Pd) che la presenza del canile possa inquinare la falda acquifera che rifornisce la popolazione di Bagnaia. «Sia in Comune, sia in Provincia – spiega Sterpa – esiste una relazione idrogeologica antecedente all’apertura del canile che attesta non esserci nessuna possibilità di inquinamento per la falda acquifera di Bagnaia. Perché questi atti che sono in Comune non vengono esibiti a Troili?». E ancora: «Il  dottor Clò nel  2011 – dice Sterpa – mandò una lettera al Comune chiedendogli di fare i lavori necessari a regolarizzare la situazione del canile. Nel 2013 scrisse nuovamente, sollecitando tali interventi, altrimenti la struttura avrebbe dovuto chiudere. Oggi, siamo ad aprile 2017, e l’attuale amministrazione non ha ancora fatto nulla ».

Tocca poi a Roberta Filoscia di Musi Sereni: «Ciambella dice che non siamo dentro alla materia, ma non siamo degli sprovveduti. Lei ha detto che vuole comportarsi come un buon padre di famiglia e, quindi, non può giustificare spese non sostenibili di fronte ai viterbesi affamati. Giustissimo. Ma il privato che dovrebbe realizzare la mega opera del canile con un project financing non dovrà avere un suo ritorno? Come fa a pensare che si possa risparmiare, se è il Comune che dovrà finanziare i privati? Noi volontari, al contrario, ci mettiamo i nostri soldi per togliere i cani dal canile. Il discorso dell’assessore non ci quadra». Filoscia sottolinea un altro particolare: «Perché, poi, dopo la delibera del 31 dicembre 2015, nel 2016 Ciambella si è presa esclusivamente la delega del canile di Bagnaia, quando la delega ai piccoli animali è di Maria Rita de Alexandris? ». Sul perché scegliere il parco canile, Filoscia ha un lungo elenco di motivazioni: «Non ci sono box di cemento, ma recinti, erba e terra, i cani sono liberi e interagiscono tra loro, non sono rinchiusi in singole gabbie con cemento che causa loro anche problemi motori. Il parco canile è un’area verde dove le persone possono andare a godere dell’aria fresca, ci sono aiuole, fontane, il cane anche se è in uno spazio chiuso, è libero. Il parco canile offre anche diversi vantaggi economici per il Comune che sceglie questa strada, essendo strutturato con vari servizi: pensione, educatore, tolettatura. Si tratta di attività che aiutano ad autofinanziarsi. Ciambella parla di spese, ma se si scegliesse Novepani, la struttura lì andrebbe solo riadattata, ci sono prati, boschi ed ettari di terreno non utilizzato. Come possa suggerire la logica del buon padre di famiglia di ricostruire tutto ex novo da un’altra parte, non lo capiamo».

 

Tiziana Mancinelli

da QUINTAEPOCA.it

da ETRURIA NEWS

Parco Canile: Ciambella è ora che si faccia chiarezza

Le associazioni Musi Sereni Mifidodifido e Amici Animali Viterbo, in data odierna, hanno indetto una conferenza stampa in vista del consiglio comunale che si terrà domani 28-03-2017 alle ore 15:30 sulla questione del canile di Bagnaia.

Le associazioni trovano inaccettabile l’atteggiamento dell’assessore citato e dell’amministrazione comunale per il continuo buttare fumo agli occhi dei cittadini.

In modo particolare l’Associazione Amici Animali pone 10 domande sul comportamento poco sincero, troppo generico e poco serio dell’assessore Lisetta  Ciambella.

La giunta Michelini in carica dal 10 giugno 2013 insieme all’assessore Ciambella sembra continuare ad essere assente e vaga in merito alla questione del canile di Bagnaia in strada Novepani, la nostra redazione ha seguito il problema con diversi video in diretta, non ultimo l’incontro avvenuto in piazza tra Francesco Sterpa e la stessa Lisetta Ciambella, dove quest’ultima ha cercato di tranquillizzare i cittadini e tutte le volontarie, che secondo lei sono strumentalizzate e facinorose, consegnando copie della delibera del 2013 dichiarando che lei ha permesso di non far chiudere il canile in questione nonostante la lettera del Dott. Giuseppe Clò protocollata in comune il 27-07-2013, dove si allega copia verbale di sopralluogo a firma del Dott.Bruno De Sanctis e TdP Luigi Gentile.

Al punto 7 del verbale di sopralluogo si legge:

I CANI OSPITI DEI RECINTI SI DIMOSTRANO SOCIEVOLI, NON AGGRESSIVI E IN BUONO STATO DI NUTRIZIONE.

Nella delibera n. 268 del 10-07-2013 si parla di “PARCO CANILE”, con allegato un progetto di “PARCO CANILE” a firma del Dott. Giuseppe Clò, dove si dichiara che con un modesto esborso economico si adeguerebbe la struttura esistente realizzando un insediamento etologicamente, economicamente e ambientalmente molto valido.

Ci chiediamo come mai da quattro anni l’attuale amministrazione non ha mai provveduto ad effettuare alcune opere (di basso costo) per poter iniziare a regolarizzare il canile comunale come da prescrizione della Asl?

Perché l’assessore Lisetta Ciambella continua a ripetere a pappagallo, la storiella imparata a memoria, da prima elementare, che nessuno a nulla da nascondere, che avrebbe potuto rimettere la delega al sindaco e sospendere il servizio e come si può vedere da atti e non da chiacchiere, appena insediata avrebbe dovuto chiudere il canile come da citata lettera della ASL, invece come da delibera menzionata,  si è impegnata per far trasformare il canile in “PARCO CANILE” a tal proposito si ripropone la pagliacciata di piazza del 23-02-2017.

La cosa più scandalosa nel video sopra proposto è la dichiarazione che nessuno vuole infangare il nome e la fama e il prestigio di una persona come la Viglino.

Chiacchiere chiacchiere e chiacchiere, innanzi tutto non potrebbe mai essere sospeso il servizio, come da sua stessa ammissione dichiarando che è un servizio che non si può mai interrompere, in quanto è obbligo di legge, da parte del comune provvedere ad un canile per limitare il randagismo, poi la Asl più volte ha indicato al comune, grazie al compianto Giuseppe Clò, le opere necessarie per adeguare il canile esistente ma mai eseguite, infine crediamo che nessuno abbia mai messo in discussione la buona fede e l’operato di Elvia Viglino.

La Ciambella nella stessa circostanza ha dichiarato che il PARCO CANILE lo vogliamo noi come amministrazione, ma come mai nella delibera n.536 del 31-12-2015 (delibera fantasma) gli assessori votano favorevolmente per la realizzazione di un canile a Pratoleva attraverso un Project Financing?

Delibera che è stata evidenziata dal consigliere Gianluca De Dominicis al termine del consiglio comunale del 16-03-2017

Nel citato consiglio, dove è apparsa la delibera fantasma, la Ciambella ha fatto la sua solita scenetta da cabaret

Con una più sorprendente conclusione del sindaco Leonardo Michelini che lascia veramente perplessi.

Per non parlare della storiella dei 42 cani, tanto reclamizzata come onestà dalla Ciambella, ma che le associazioni hanno puntualmente documentato

A questo punto basta chiacchiere basta menzogne ci vogliono fatti.

Domani in consiglio ci vogliono risposte chiare e precise su cosa intende fare questa amministrazione sulla questione canile.

ETRURIA NEWS
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Il canile di Elvia non si tocca, aiutiamola a realizzare un “parco-canile”

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La storia del canile nasce nei primi anni del lontano 1970, quando Elvia Viglino, storica animalista viterbese, iniziò a prendere in esame il problema dei cani abbandonati che venivano “deportati” al Mattatoio Comunale.

Nel suo impegno di salvare i cani, dal triste destino di essere abbattuti, gettò le basi per costituire un canile.

La cosa non fu semplice, si rivolse tante volte alle varie amministrazioni comunali che si sono succedute per avere un aiuto, ma, come è uso nella politica, promesse tante fatti pochi.

Un bel giorno, la nostra energica e paladina Elvia, sapendo che Giulio Andreotti veniva a far visita alla nostra meravigliosa città, la mattina presto si presentò nell’artistica piazza del Plebiscito con circa 40 cani nello stupore di tutti i presenti.

A quel tempo, un sbarbatello ma già furbo politico, di nostra nota conoscenza, Giuseppe Fioroni, ebbe la geniale idea di consegnare a questa intransigente animalista, per farla tacere, un terreno di proprietà del comune presso strada Nove Pani, uno spazio già recintato che parte da Monte Rocchetta fino a valle.

Della serie “Così la famo contenta e non ci rompe più gli attributi”.

Questa è la storia del canile di Bagnaia, da allora Elvia Viglino sta dedicando la sua vita, con un indiscutibile amore per gli animali, nella tutela dei cani e repressione del randagismo, cosa di cui tutti ne dovremmo essere grati.

All’inizio il suo impegno lo portò avanti come ENPA, di cui era presidente, ma nel tempo, il randagismo è cresciuto esponenzialmente, quindi le varie amministrazioni comunali, sempre su pressione di Elvia, hanno analizzato diverse soluzioni, tra cui l’alternativa di spostare il canile in altri siti, infatti nel 2003 l’ex sindaco, Giancarlo Gabbianelli, attraverso un bando pubblico cercò di acquisire l’area di Pratoleva.

Acquisizione che non ebbe successo in quanto un soggetto privato confinante, che non gradiva la destinazione d’uso a canile, si oppose.

Nel frattempo la nostra paladina, non soddisfatta delle soluzioni intraprese, chiese al geometra Marco Porcorossi se si poteva impegnare a vendere un locale, che Elvia possedeva nella sua città natale a Riccione, per acquistare un terreno confinante al canile in questione, l’operazione si concluse con successo e con il ricavato acquistò il suddetto terreno come ENPA in quanto allora la Viglino ne era presidente.

Sembrerebbe che le cose si stavano volgendo per il meglio e che finalmente questi poveri cani potevano tranquillamente essere accuditi e tutelati, ma, per motivi che non conosciamo, si creò una frattura tra l’ENPA, che nel frattempo cambiò presidente, e la Viglino, per cui quest’ultima fu cacciata dal canile e la gestione rimase all’ENPA, in quegli anni la situazione precipitò e i cani vennero maltrattati e abbandonati al loro destino.

Elvia, trainata sempre dal forte amore per questi animali, tramite dei dipendenti che avevano lavorato con lei e rimasti al canile, documentò la situazione insostenibile in cui versava il canile municipale, ed a seguito di un dispositivo cautelare dell’Autorità Giudiziaria venne sollevata l’ENPA dall’incarico di gestione del canile.

Corre l’anno 2007 quando la Giunta Comunale, presieduta dall’allora sindaco Giancarlo Gabbianelli, con atto n. 612 del 25 settembre 2007 stipulò una convenzione con l’Associazione “Amici Animali” il cui presidente era il Dott. Luca Boccolini.

Da quel momento, grazie sempre all’impegno di Elvia Viglino, le sorti del canile municipale migliorarono di giorno in giorno.

In considerazione del fatto che il sito di Nove Pani si faceva sempre più idoneo per il benessere dei cani, nel 2012, il sindaco di allora, Giulio Marini, acquista dall’ENPA l’area adiacente al canile municipale, per 43.000,00 euro, cifra riscossa dall’ente nonostante non abbia mai pagato nulla nel momento che ne era venuto in possesso tramite l’ex presidente Elvia Viglino.

Veniamo ai giorni nostri, nel 2013, con l’amministrazione guidata, dall’attuale sindaco Leonardo Michelini, in una delibera di giunta, dove era anche presente la nostra ben nota Vice Sindaco Lisetta Ciambella, in arte Luisa, con delega al canile, su suggerimento della locale AUSL – Servizio Veterinario-Igiene Urbana Veterinaria, come dalle linee guida indicate in una dettagliata relazione a firma dell’allora responsabile Dott. Giuseppe Clò, si richiede alla Regione Lazio la possibilità di trasformare la struttura in un “parco canile” sia per le notevoli possibilità che offre il terreno, sia per il considerevole risparmio economico che tale soluzione comporterebbe, ma soprattutto garantirebbe agli animali ivi ricoverati un ottimo standard di benessere con costante rispetto etologico della specie.

Con delibera di giunta n. 268 venne inoltrata tale richiesta, nel frattempo l’associazione “Amici Animali” fa del suo meglio per portare avanti il canile tramite l’impegno dei volontari e dei dipendenti della Cooperativa Lavoro e Solidarietà, cooperativa utilizzata dall’associazione di Elvia in quanto il comune se ne è ben guardato di assumere personale per la gestione del canile.

Per valutare il costo che sostiene il comune per questo canile è stata redatta un’analisi ben dettagliata da Viterbo Civica come illustrato in un nostro precedente articolo.

Canile di Bagnaia un problema da sanare, Viterbo Civica ha fatto una relazione

Ci avviciniamo sempre più ai giorni nostri dove, una sbarbatella politicante, ma meno scaltra del suo predecessore, si erge paladina della giustizia ed incalza sul canile e sulla sua gestione fintanto che in data 14 e 15 aprile 2016, a seguito di nota inviata dal Comune di Viterbo in data 28-01-2016, i tecnici della Asl Dott. Giancarlo Nicolai e TDP Luigi Gentile accompagnati dai M.lli del Comando Polizia Locale del Comune di Viterbo Cardarelli Filippo e Aluisi Marco eseguono un sopralluogo.

Da detto sopralluogo emerge che n. 42 cani risultano essere di privati cittadini e/o associazioni di volontariato.

La nostra politicante di turno nonché Vice Sindaco Lisetta Ciambella in arte Luisa, (ma non tutte le ciambelle vengono con il buco), ne fa una tragedia tale che tutto il resto passa in secondo ordine, compreso il destino di cani sereni

Lettere, Verbali e Multe si sprecano, per caso un piccione viaggiatore ci ha fatto arrivare nelle nostre mani i verbali della Asl n. 37 del 07.07.2016 e il n. 67 del 06.10.2016, nonché il verbale del Settore III Servizio Patrimonio, Sport e Impianti Sportivi.

Ma il nostro piccione viaggiatore oltre a tali verbali ci ha dato la possibilità di verificare che i citati cani, di cittadini privati, risultavano già censiti in un registro a timbro della Asl e firma del veterinario Dott. Bruno De Sanctis redatto nell’anno 2015.

A questo punto per dovere di chiarezza verso il cittadino, che è tempestato giornalmente da notizie ed informazioni fugaci tra cui la presenza della nostra Ciambella negli uffici della Procura, cerchiamo brevemente di far capire l’importanza nel mantenere questo canile rifugio in Strada Nove Pani e magari cercare di trasformarlo in “Parco Canile”.

La legge quadro 281/91 prevede che i comuni, singoli o associati, provvedano al risanamento dei canili e alla costruzione dei rifugi per animali d’affezione, nei quali siano assicurate adeguate condizioni di salute e benessere degli animali ospitati. Tali strutture devono rispondere ai requisiti previsti da leggi e regolamenti di applicazione della 281, emanati in ambito regionale.

La moderna concezione di rifugio è sempre più intesa come un parco-rifugio, ovvero una struttura di ampie dimensioni entro la quale gli animali sono ospitati in un ambiente ove è stato ricreato un habitat ottimale rispetto alle esigenze etologiche della specie. Le strutture rifugio devono essere considerate come luoghi di soggiorno temporaneo, come un punto di transito per l’animale nell’attesa di essere adottato, devono essere pertanto concepite e gestite con questa finalità prioritaria. Sotto tale ottica il parco-rifugio è realizzato come un luogo piacevole, che invita a essere visitato, predisposto in modo da accogliere adulti e bambini e in modo che si possa fare all’interno cultura animalista, tale da non apportare dispiacere nel caso in cui si adotti un solo animale scelto fra tutti quelli ospiti del rifugio. Le strutture parco-rifugio devono essere fulcro di attività animaliste da cui devono partire le campagne di adozione, i programmi di educazione al giusto rapporto con gli animali, l’informazione contro il fenomeno dell’abbandono, i piani di controllo delle nascite e di identificazione degli animali di proprietà, la sorveglianza epidemiologica e zooiatrica. La struttura dovrebbe prevedere anche delle attività autofinanzianti che abbassino i costi di gestione per l’amministrazione e offrano dei servizi di valore ai cittadini. In pratica un parco-rifugio, anello fondamentale della catena di interventi atti a prevenire e combattere il fenomeno del randagismo, dovrà essere progettato come una efficiente struttura perfettamente integrata nel territorio ed essere considerato non più come un ente assistenziale bensì come un’impresa che va gestita in modo manageriale tendente a raggiungere una autonomia economica, ciò non significa che deve essere concepito come fonte di reddito o di speculazione bensì gestito tenendo sempre presente l’obiettivo per cui è stato creato: ridurre i tempi di permanenza degli animali.

Non si può certo dire che l’Associazione “Animali Amici” non abbia fatto l’impossibile per poter attuare e quanto meno avvicinarsi ad una concezione di parco-rifugio, infatti durante la sua gestione, tra i molteplici cavilli burocratici e nella totale assenza di sostegno da parte delle varie amministrazioni, è riuscita a far adottare più di 300 cani ed ora all’interno del canile vi sono ricoverati circa 240 cani in uno stato di salute e serenità non comune ai tanti canili sparsi nel territorio italiano, non per altro Loredana Pronio (Presidente della FEDER F.I.D.A. e conduttrice di una trasmissione sugli animali nella radio on line COLORS RADIO dal titolo AnimaliAmoli in onda tutti i martedì dalle ore 12:00 alle 13:00) nella sua trasmissione del 17 gennaio 2017, intervistò il Vice Sindaco nonché titolare della delega al canile Lisetta Ciambella in arte Luisa, definendo il Canile di Viterbo “Un fiore all’occhiello per il benessere animale e per la spesa pubblica”.

 

cliccare sull’immagine per ascoltare l’intervista

 

In tale intervista, la poco scaltra politicante di turno, ha fatto anche molta confusione tra associazione ed enti infatti l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) l’ha fatta diventare ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza del Medici) l’associazione Animali Amici è diventata Amici degli Animali, ma la cosa che più ci ha sorpreso, nell’intervista, che per lei il problema grosso sono “42 cani di privati cittadini che possono mantenerseli in casa propria è giusto che vengano mantenuta dal Comune di Viterbo e da tutti i contribuenti viterbesi ma stiamo scherzando?”. Questo per lei è un grave reato.

Cara Ciambella, senza il buco ma con delega al canile, ma dei 300 cani adottati che non pesano più sulle casse del comune e dei contribuenti ne vogliamo parlare? E del fatto che uno dei cani in questione anche se presente in canile è stato mantenuto dal Dott. Alessandro Achilli ne vogliamo parlare?

Ancora più sconcertante la dichiarazione, che lei è stata la salvatrice mandata dallo Spirito Santo che ha protetto il canile in quanto ha dichiarato:

“Non vuole trasferire nessun canile, ma ha una lettera del Dott. Clò del 2013, ricevuta al suo insediamento dove si dice che il canile doveva essere chiuso, ma lei non l’ha chiuso l’ha mantenuto e l’ha tirato avanti”. Ma ci chiediamo come mai nella citata relazione del compianto Dott. Clò lo stesso dichiara:

“Il canile comunale di Viterbo sito in strada Nove Pani si tratta di una struttura inserita in un contesto paesaggistico piacevole che se si potesse trasformare in un “parco-canile” con un modesto esborso economico si ripristinerebbe la struttura già esistente realizzando un insediamento etologicamente, economicamente e ambientalmente molto valido. Inoltre, disponendo di grandi superfici di terreno (parliamo di oltre 13 ettari), con una struttura “parco-canile” si potrebbe avere un ingente risparmio economico non dovendo più appoggiare i cani in strutture private”, come succede nei comuni dove il progetto è già stato realizzati vedi Perugia e Narni.

Ma cara Ciambella con delega al canile siamo proprio sicuri che il Dott. Clò voleva chiudere il canile?

 

O forse il problema potrebbe essere che nel caso si realizzasse il “parco-canile” non si potranno più accontentare gli amici degli amici proprietari di canili privati?

 

Ma no!!! Ci mancherebbe altro!!! La legalità al primo posto. Stiamo scherzando?

da Reteluna.it Viterbo 
Quotidiano di informazione locale della Tuscia

Bruni replica a Ciambella: «Cerca l'aiuto
della Procura per coprire sua inadeguatezza»

Antonella Bruni, ex presidente del Consiglio comunale di Viterbo, replica al vice sindaco, Luisa Ciambella, a proposito del canile di Bagnaia

Redazione Online

   
Antonella Bruni
Antonella Bruni

Antonella Bruni, ex presidente del Consiglio comunale di Viterbo, replica al vice sindaco, Luisa Ciambella la quale, a proposito del canile di Bagnaia, nei giorni scorsi ha aveva dichiarato: "È singolare che oggi la Bruni sia favorevole al mantenimento dell'attuale sito, visto che all'apoca dell'acquisto del terreno a Pratoleva, quando era presidente del Consiglio comunale, in un intervento in aula ebbe a dire che, con lo spostamento del canile, Bagnaia sarebbe stata liberata finalmente da tutta una serie di problematiche ambientali".

Leggo dai resoconti giornalistici le ultime vicende che riguardano il canile di Bagnaia e soprattutto che il vice sindaco, Luisa Ciambella, mi chiama in causa, costringendomi a fare chiarezza, sia pure con crescente fastidio.

Il problema del canile di Bagnaia va prima di tutto correttamente inquadrato. Esso nasce per decisione spontanea di Elvia Viglino, storica animalista viterbese che, negli anni ’80 del secolo scorso, quando ancora la signora Ciambella non era così interessante come ora, comincia a occuparsi del preoccupante fenomeno del randagismo, cosa che, almeno lei, fa ancora, con indiscutibile amore per gli animali, fatto per il quale tutti noi dovremmo ringraziarla.

Nel tempo, il randagismo, per responsabilità complesse e diffuse, è cresciuto esponenzialmente e le varie amministrazioni comunali hanno ideato progetti alternativi. L’ex sindaco, Giancarlo Gabbianelli, nel 2003, attraverso un bando pubblico, cerca di acquisire l’area di Pratoleva, senza successo per l’opposizione di un soggetto privato confinante l’area, che non gradiva la destinazione d’uso a canile. Nel 2012, il sindaco di allora, Giulio Marini, acquista dall’Enpa l’area di Novepani, dove insiste il canile. L’attuale amministrazione guidata da Leonardo Michelini, nel 2013, con delibera di giunta n. 268, alla quale ha partecipato l’ondivaga e smemorata Ciambella, stabilì “l’opzione amministrativa per realizzare, presso la sede di proprietà comunale, sita in località Novepani, un parco canile, sulle basi di linee guida per il benessere degli animali predisposte dall’Asl Viterbo”.

Infine, alla disinformata o disinformante Ciambella – questo si vedrà – mi corre l’obbligo di rammentare che la sottoscritta ha cessato dalla carica di presidente del Consiglio comunale l’8/9/1998 ed è uscita dallo stesso nel giugno 2004. Se, quindi, qualcuno desidera conoscere la mia posizione sulla vicenda, essa è desumibile non da atti, bensì da dichiarazioni che, nel tempo, ho rilasciato.

In estrema sintesi, io ho sempre perorato il miglioramento delle condizioni di vita dei poveri cani ristretti nel canile e un progresso sensibile si avrebbe con la realizzazione del parco canile, progetto già realizzato in molti altri comuni italiani (Perugia, Narni, ecc.). Ove questo sia possibile farlo a Novepani, lo ripeto, tanto meglio, poiché l’area è già di proprietà del Comune di Viterbo e questo consentirebbe un’utile economicità, se, invece, sussistono criticità insuperabili, lo si dica chiaramente e si cerchi un’altra area, nel frattempo, comunque, sarebbe bene evitare il trauma, gravissimo per cani anziani e malati, ma anche per quelli giovani e sani, di un loro trasferimento, disperdendoli provvisoriamente e sconsideratamente in altri canili.

Come si deduce agevolmente, la mia è una posizione logica, che cerca di conciliare le esigenze etologiche dei cani ristretti nel canile, con quelle di correttezza gestionale che un’amministrazione dovrebbe sempre perseguire ed è una posizione condivisa dalla maggior parte delle persone perbene e attente alle esigenze d’interesse generale, non solo dalle associazioni animaliste, delle quali tuttavia mi onoro di rappresentare le istanze, quando espresse nel rispetto della Legge e del buonsenso.

Vorrei non capire le mosse della signora Ciambella, tuttavia l’esperienza m’induce a ritenere che ella sia in seria difficoltà con una parte della sua compagine politica, con alcuni suoi sostenitori e soprattutto con se stessa. Stretta da una crisi politica che ha evidenziato il fallimento dell’attuale consigliatura, logorata dalle faide interne e dall’aspro confronto nazionale in atto, incapace di varare qualsiasi provvedimento che vada nella direzione dell’interesse comune, la già rampante vice sindaco, preoccupata per il suo destino politico futuro, che si prospettava luminoso, non essendo in grado di fare alcunché, cerca aiuto dalla Procura della Repubblica, proponendosi come paladina della legalità per coprire, con polveroni fumogeni e discutibili interventi mediatici, l’incapacità politica propria e dell’amministrazione cui appartiene.

Premesso che non si cerca la sponda strumentale della magistratura, non si può neanche governare con l’ambiguità, le intimidazioni, le riunioni segrete, la disinformazione e gli sconsiderati attacchi personali. Se non si possiedono le capacità per amministrare o non sussistono le possibilità per farlo, se mosse goffe hanno appesantito l’esistenza e relegato nell’indifendibilità, la correttezza impone di prenderne atto, mediante l’istituto delle dimissioni irrevocabili, per rispetto della città, dei cittadini e soprattutto di se stessi. Ove questa fosse l’opzione prescelta, sia certa che ce ne faremmo una ragione, non accadrà la fine del mondo e il sole domani sorgerà nuovamente.

Su questo dovrebbe meditare la provata e confusa signora Ciambella, evitando spericolate contorsioni e risibili tattiche, che certamente non le giovano. Se invece, vuole giocare a botta e risposta con me, non avendo evidentemente nulla di meglio da fare, sappia che io ho trovato ispirazione dal motto di un famoso reparto che suona così: “quando vuoi, amica”!

Lunedì 20 febbraio 2017

© Riproduzione riservata

da Lacitta.eu
Quotidiano di Viterbo e Provincia


Viterbo CRONACA Fare polveroni non aiuta
Antonella Bruni

 

Luisa Ciambella (Foto Gianni Uggeri)

   Leggo dai resoconti giornalistici le ultime vicende che riguardano il canile di Bagnaia e soprattutto che il vice sindaco Luisa Ciambella mi chiama in causa, costringendomi a fare chiarezza, sia pure con crescente fastidio.

   Il problema del canile di Bagnaia va prima di tutto correttamente inquadrato. Esso nasce per decisione spontanea di Elvia Viglino, storica animalista viterbese che, negli anni ’80 del secolo scorso, quando ancora la signora Ciambella non era così interessante come ora, comincia a occuparsi del preoccupante fenomeno del randagismo, cosa che, almeno lei, fa ancora, con indiscutibile amore per gli animali, fatto per il quale tutti noi dovremmo ringraziarla.

   Nel tempo, il randagismo, per responsabilità complesse e diffuse, è cresciuto esponenzialmente e le varie amministrazioni comunali hanno ideato progetti alternativi. Gabbianelli, nel 2003, attraverso un bando pubblico, cerca di acquisire l’area di Pratoleva, senza successo per l’opposizione di un soggetto privato confinante l’area, che non gradiva la destinazione d’uso a canile. Nel 2012, il Sindaco Marini acquista dall’ENPA l’area di Novepani, dove insiste il canile.

L’attuale amministrazione Michelini, nel 2013, con delibera di Giunta n. 268, alla quale ha partecipato l’ondivaga e smemorata Ciambella, stabilì “l’opzione amministrativa per realizzare, presso la sede di proprietà comunale, sita in località Novepani, un parco canile, sulle basi di linee guida per il benessere degli animali predisposte dall’ASL Viterbo”.

   Infine, alla disinformata o disinformante Ciambella – questo si vedrà – mi corre l’obbligo di rammentare che la sottoscritta ha cessato dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale l’8/9/1998 ed è uscita dal Consiglio Comunale nel giugno 2004. Se, quindi, qualcuno desidera conoscere la mia posizione sulla vicenda, essa è desumibile non da atti, bensì da dichiarazioni che, nel tempo, ho rilasciato.

   In estrema sintesi, io ho sempre perorato il miglioramento delle condizioni di vita dei poveri cani ristretti nel canile e un progresso sensibile si avrebbe con la realizzazione del parco canile, progetto già realizzato in molti altri comuni italiani (Perugia, Narni, ecc.). Ove questo sia possibile farlo a Novepani, lo ripeto, tanto meglio, poiché l’area è già di proprietà del Comune di Viterbo e questo consentirebbe un’utile economicità, se, invece, sussistono criticità insuperabili, lo si dica chiaramente e si cerchi un’altra area, nel frattempo, comunque, sarebbe bene evitare il trauma, gravissimo per cani anziani e malati, ma anche per quelli giovani e sani, di un loro trasferimento, disperdendoli provvisoriamente e sconsideratamente in altri canili.

   Come si deduce agevolmente, la mia è una posizione logica, che cerca di conciliare le esigenze etologiche dei cani ristretti nel canile, con quelle di correttezza gestionale, che un’amministrazione dovrebbe sempre perseguire ed è una posizione condivisa dalla maggior parte delle persone perbene e attente alle esigenze d’interesse generale, non solo dalle associazioni animaliste, delle quali tuttavia mi onoro di rappresentare le istanze, quando espresse nel rispetto della Legge e del buonsenso.

   Vorrei non capire le mosse della signora Ciambella, tuttavia l’esperienza m’induce a ritenere che ella sia in seria difficoltà, con una parte della sua compagine politica, con alcuni suoi sostenitori e soprattutto con se stessa.

Stretta da una crisi politica che ha evidenziato il fallimento dell’attuale consigliatura, logorata dalle faide interne e dall’aspro confronto nazionale in atto, incapace di varare qualsiasi provvedimento che vada nella direzione dell’interesse comune, la già rampante vice sindaco, preoccupata per il suo destino politico futuro, che si prospettava luminoso, non essendo in grado di fare alcunché, cerca aiuto dalla Procura della Repubblica, proponendosi come paladina della legalità per coprire, con polveroni fumogeni e discutibili interventi mediatici, l’incapacità politica propria e dell’amministrazione cui appartiene.

   Premesso che non si cerca la sponda strumentale della Magistratura, non si può neanche governare con l’ambiguità, le intimidazioni, le riunioni segrete, la disinformazione e gli sconsiderati attacchi personali. Se non si possiedono le capacità per amministrare o non sussistono le possibilità per farlo, se mosse goffe hanno appesantito l’esistenza e relegato nell’indifendibilità, la correttezza impone di prenderne atto, mediante l’istituto delle dimissioni irrevocabili, per rispetto della città, dei cittadini e soprattutto di se stessi. Ove questa fosse l’opzione prescelta, sia certa che ce ne faremmo una ragione, non accadrà la fine del mondo e il sole domani sorgerà nuovamente.

   Su questo dovrebbe meditare la provata e confusa signora Ciambella, evitando spericolate contorsioni e risibili tattiche, che certamente non le giovano. Se invece, vuole giocare a botta e risposta con me, non avendo evidentemente nulla di meglio da fare, sappia che io ho trovato ispirazione dal motto di un famoso reparto che suona così: “quando vuoi, amica”!

dott.ssa Antonella Bruni

Cara signora vicesindaco..(siamo felici che fra un anno sarà solo 'signora'!!) Lei è veramente UNA BRUTTA PERSONA.
Nessuno le ha mai creduto quando si fingeva buona, ma adesso stiamo raggiungendo IL COLMO.
Che aveva le SUE mire si è visto da quando ha preso per sé la delega al canile lasciando tutto il resto..ma visto che sono mesi che stiamo SMENTENDO le sue stupide e vuote scuse adesso è passata ai giornalisti…se sono davvero imparziali allora inizino a pubblicare che giovedi alle 15 ci saremo tutti sotto gli uffici comunali…con cani e striscioni..e cercheremo di dare alla cosa maggiore visibilità possibile. E. .si. stavolta potrà finalmente dire che questo è colpa del canile!

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Musi Sereni a Quelli che Fanno per il Parco Canile di Viterbo

Una serie di articoli che sembrano gettare discredito sul canile, ma di fatto non dicono un cz…un tizio di Bagnaia che si lamenta dell'acqua della frazione e dice che gli abitanti sono preoccupati…è vero..anche io abito li'..ma perché l'acqua è RADIOATTIVA.
Il canile con l'acqua di Bagnaia non c'entra NULLA.
Ci sembra chiaro che colei che se ne è arrogata il destino, insieme al suo amato Peppe, sta alzando polvere per gettare discredito. Brutte manovre anche mal riuscite…blateravi di vincoli e Regione e costi ed abbiamo dimostrato al mondo che avevamo ragione NOI.
Ora credo sia arrivata davvero l'ora di fare qualcosa che abbia ECO NAZIONALE. Che ne dite?? #telaspianiamonoilastradaperilparlamento#

  • Viterbo l'assessora Ciambella: "Incontro formale sui problemi legati alla struttura"

Canile di Bagnaia, comune in procura

di Giuseppe Ferlicca
 

 

 

 

 
Il canile di Bagnaia

 

 

 

Il canile di Bagnaia

 

 

 

Luisa Ciambella

 

 

 

Luisa Ciambella

 

 

 

Viterbo – Canile di Bagnaia, comune in procura. Si complica la situazione per la struttura in località Novepani.

Ieri mattina un incontro formale al palazzo di giustizia. C’era anche l’assessora al Patrimonio Luisa Ciambella. Che è tranquilla, ma non va molto oltre la conferma dell’incontro.

“Abbiamo avuto un confronto formale con la procura – dice Ciambella – sulle problematiche del canile che stiamo cercando di risolvere”.

Dalle parti di via Borsellino stanno indagando, mentre in comune, contemporaneamente provano a sistemare la situazione alla struttura in località Novepani. Intanto alcune costruzioni non conformi sotto il profilo urbanistico. Non l’unico nodo da sciogliere a palazzo dei Priori. Altri vincoli da superare sotto il profilo idrogeologico.

C’è poi la gestione da riassegnare, visto che quella attuale è scaduta. Ma prima il sito va sistemato, altrimenti la gara non si può indire. Se non suonasse irrispettoso, sarebbe il classico cane che si morde la coda.

Del resto, essendo un servizio essenziale, non può essere interrotto. La matassa è piuttosto ingarbugliata. E non da ieri.

Problemi al canile di Bagnaia si sono ripresentati anche in passato. Nel 2004, per superarli, l’allora amministrazione Gabbianelli pubblicò un bando per acquistare un’area al confine con il comune di Bagnoregio. Ci sarebbe stato un finanziamento ministeriale pari a 50mila euro da utilizzare.

Dimostrando come Viterbo non sia particolarmente fortunata con il canile. In quell’area la struttura non fu mai spostata e la compravendita mai del tutto perfezionata.

A palazzo dei Priori si staranno chiedendo che ne è del finanziamento. È da restituire?

Anche perché otto anni dopo, nel 2012, amministrazione Marini, il comune acquista la parte di terreno di proprietà dell’Enpa in località Novepani e da quel momento il canile diventa a tutti gli effetti comunale. Decretando nei fatti quello che era evidente: tramontato lo spostamento.

Giuseppe Ferlicca

 

 

 

 

17 febbraio, 2017