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Portiamo sempre Fido con noi in auto…ma attenzione!

In: L'Anima del Cane

14/10/2015 – 07:00

 

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VITERBO – Moltissime persone mi chiedono di sovente il metodo, o i metodi più sicuri e confortevoli per ospitare il proprio cane in auto senza incorrere in pericoli o violazioni del codice della strada. Mentre le sanzioni vengono applicate con ferocia, scarseggiano vistosamente i regolamenti per l’incolumità dei nostri migliori amici.

 

Chi legifera, non si occupa ancora di certo della salute dell’animale ma piuttosto di colpire chi, vuoi per eccesso di affetto o per praticità vìola le antidiluviane normative del Codice della Strada riguardo al trasporto stesso, quindi, se si vuole veramente trasportare il nostro cane in condizioni di sicurezza per lui e per il nostro portafoglio, , la soluzione migliore è quella di seguire i suggerimenti di seguito

 

Partiamo subito col dire che la normativa di riferimento per viaggiare con il cane in auto in Italia è il “Nuovo codice della strada” (D.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni) e più precisamente al TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO nell’ “Art. 169. Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore.”, al comma 6 dell’Art.169 infatti troviamo scritto:

 

“Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purchè custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.

 

“L’art. 169 del Nuovo Codice della Strada consente quindi di trasportare direttamente nell’abitacolo dell’auto un solo cane, purchè non costituisca pericolo o intralcio per il conducente dell’auto; ovvero quantomeno sul sedile posteriore, se si viaggia da soli con il cane dotandolo di un guinzaglio idoneo al fissaggio agli attacchi per le cinture di sicurezza o posizionandolo all’interno di un idoneo contenitore per il trasporto. Anche se probabilmente la cosa migliore e meno stressante per il nostro Fido, sarebbe che sul sedile posteriore il cane fosse accudito durante il viaggio da un passeggero diverso dal conducente.

 

Con un eccesso di zelo, potremmo utilizzare per il nostro amico casse dotate di un sistema assorbente in caso di urto (air bag o similari), scelta migliore per garantire la sicurezza del nostro cane quando si viaggia in auto, ma in tutti i casi, assicurarsi sempre di selezionare la cassa della dimensione giusta per il vostro cane

 

Alluminio, plastica rinforzata e fibra di vetro, sono preferibili in quanto questi sono i materiali più durevoli e sicuri. Il design è anche importante. Assicurati che il modello scelto permetta una buona circolazione dell’aria in modo che il vostro amico peloso possa respirare facilmente.

 

Un buon isolamento è indispensabile per assicurarsi che il nostro cane sia comodo in tutte le quattro stagioni. Cercare casse prodotte con le linee guida di qualità molto severi. I marchi conosciuti vi offriranno almeno due anni di garanzia.
Prendetevi spesso, per voi e peri vostro cane, una pausa ristoratrice.

 

Viaggiare con un cane è un po ‘come viaggiare con un bambino. Aspettatevi di dovervi doverosamente fermare ogni due o tre ore per farlo uscire, sgranchirsi le gambe, e fare i suoi bisogni e già che ci siete, godetevi la pausa anche voi che non potrà farvi che bene!

 

Disattivare alzacristalli elettrici
Se si dispone di una macchina con finestrini elettrici posteriori è sempre bene disattivarli, risulta infatti abbastanza facile per il vostro cane aprirli accidentalmente con una semplice pressione della zampa. Si potrebbe pensare a questo come relativamente innocuo, ma i cani sovraeccitati sono soliti saltare fuori di veicoli in movimento o, più semplicemente, una volta messa la testa fuori dal finestrino, con lo stesso procedimento potrebbe spingere di nuovo inavvertitamente il tasto e rimanere immediatamente strozzato dalla potenza del motorino alzavetri.

 

Portare sempre con se un dispenser di acqua.
I cani hanno un bisogno regolare di accesso all’acqua. Questo è di vitale importanza per un lungo viaggio, ma anche se si esce solo per una semplice passeggiata è importante portarne sempre uno con se.

 

Non lasciare mai poi mai , come spesso si vede nei film americani, il nostro cane nella zona aperta di un veicolo (ad esempio il retro di un pick-up), la semplice visione di un gatto porterebbe di sicuro il cane a compiere un disastroso salto in velocità.

 

Infine, ultimo ma non certo ultimo avvertimento, non fate mai mangiare il vostro cane per le tre o quattro ore antecedenti il vostro viaggio e, se possibile cominciate ad abituare il vostro cucciolo con viaggi di brevissima percorrenza magari con qualche curva, per poi via via passare a sempre più lunghi tragitti. Non mi resta …che augurarvi buon viaggio!

 

Leonardo De Angeli

servizio 118

sterilizzazione

LA STERILIZZAZIONE NEL CANE

Molto spesso ci si trova a dover affrontare la decisione di sterilizzare il proprio cane, con mille dubbi e perplessità, chiedendosi quali siano i rischi e i benefici di tale scelta tanto discussa.
Cercheremo di affrontare in maniera sintetica quelli che sono gli argomenti più frequentemente esposti dai proprietari, per dare una panoramica generale sul perché la sterilizzazione del proprio animale sia spesso vissuta come una decisione tanto controversa in famiglia e col proprio veterinario.
Le domande più frequenti riguardano ovviamente i pro e i contro di un intervento chirurgico da effettuare su un cane sano e proprio da questo punto cercheremo di partire per elencare le principali motivazioni per cui in ambito medico veterinario la sterilizzazione (tranne in casi particolari) sia vista come il migliore approccio verso la gestione dell’attività riproduttiva del proprio animale. La domanda che più frequentemente un proprietario si pone è quanto “contro natura” possa essere interferire con l’attività riproduttiva di un soggetto che non può decidere da sé, quello che come staff ci sentiamo di chiarire è che nel momento in cui una specie diventa domestica è giusto affidarsi a quelli che sono gli adattamenti della stessa alla vita con l’uomo. Un cane di famiglia non potrebbe mai riprodursi ad ogni calore come farebbe in natura ( per ovvi motivi ) questo porta di per sé ad una alterazione della sua attività con tutte le conseguenze che elencheremo qui di seguito, in primis problematiche legate alla sua salute. Decidere di sterilizzare il nostro amico, può solo limitare ciò che le alterazioni di una vita domestica impongono alla specie, compiendo un atto di responsabilità nei suoi confronti.
Quali benefici per il cane e per il proprietario:
• Scomparsa dell’istinto sessuale.
• Scomparsa delle secrezioni delle femmine durante l’estro (in genere due volte all’anno per diversi giorni).
• Limitazione delle marcature di urina in posti indesiderati.
• Prevenzione di situazioni stressanti legate alla presenza di femmine in estro nelle vicinanze.
• Prevenzione di lotte e fughe finalizzate alla conquista del privilegio riproduttivo (incidenti e ferite da morso che spesso esitano in situazioni importanti).
• Gravidanze indesiderate.
• Lotta verso il randagismo (che riguarda non solo il proprio animale ma una situazione più ampia a livello nazionale).
• Prevenzione di patologie legate all’attività ormonale sia per i maschi che per le femmine (che spesso portano a dover subire un intervento chirurgico in condizioni di salute non ottimali).
– Per le femmine:
Neoplasie mammarie
Piometra
pseudogravidanza
– Per i maschi:
Patologie prostatiche
Patologie testicolari
Patologie dell’epididimo
Quali contro per il cane:
• Un intervento chirurgico ha i suoi rischi, per quanto minimi per questo tipo di intervento (limitabili da uno staff preparato ed una struttura attrezzata).
• Nei cani maschi castrazioni molto precoci possono portare ad alterazioni della crescita scheletrica (basta solo individuare il momento più adeguato con il proprio veterinario).
• Basse percentuali di cani femmine sterilizzate precocemente possono andare incontro a incontinenza urinaria (opinione controversa, limitabile con un intervento chirurgico adeguato, eseguito nelle giuste tempistiche).

ED INFINE…
…SFATIAMO LE DICERIE:

“è vero che il cane dopo la sterilizzazione cambia carattere?” : no, l’unico cambiamento osservabile dal proprietario sarà il mancato comportamento sessuale ed una maggiore serenità dei soggetti maschi in presenza di femmine in calore.

“è vero che se lo faccio accoppiare una sola volta, questo previene le patologie ormonali?”: no,solo un’attività riproduttiva costante aiuta nel mantenere un buon equilibrio ormonale e questo non può essere garantito da un solo accoppiamento.

“è vero che i cani dopo la sterilizzazione aumentano di peso?”: una buona attenzione del proprietario sia prima che dopo la sterilizzazione riguardo la dieta del proprio animale porta il soggetto a restare in forma anche dopo la sterilizzazione (ottime soluzioni di diete commerciali apposite, aiutano i proprietari da questo punto di vista)

“è vero che dopo la sterilizzazione il cane soffre l’assenza di istinto sessuale?”: niente di più falso, ci sentiamo di affermare che piuttosto un cane soffre se l’istinto sessuale c’è, senza la possibilità di potersi riprodurre ad ogni stimolo.

“se ho un cane di razza perché non farlo riprodurre?”: Nonostante sia bellissimo vivere l’esperienza di veder nascere dei cuccioli, bisogna affrontare la questione con tanta responsabilità e guardando non solo a quello che viviamo nell’immediato, in casa nostra e per pochi mesi. La selezione di una razza dovrebbe essere esclusiva di persone che conoscono le problematiche genetiche di una determinata razza (ce ne sono a centinaia) , fanno controlli genetici sul proprio soggetto, conoscono cosa vuol dire allevare con coscienza e hanno tutti i certificati che permettono di affermare che il proprio cane sia un soggetto adatto alla riproduzione. Se si avesse questo tipo di approccio verso gli accoppiamenti “fatti in casa” si ridurrebbero abbandoni, randagismo e nascita di soggetti con problemi di origine genetica che spesso sono costretti a dover subire interventi chirurgici a causa di decisioni superficiali ( se si desidera un amico “simile” ad una determinata razza, i canili e i rifugi qui in Italia sono ricchi di meticci bellissimi ).

Per qualsiasi altra informazione non esitate a contattarci allo 06/95584454!!
Dott. Alessandro Viterbo

parvo1PARVOVIROSI CANINAE’ una malattia infettiva, virale, che colpisce il cane.
Questo vuol dire che l’agente responsabile della patologia è un virus e come tale in grado di trasmettersi da un cane all’altro interessando solo questa specie animale; non è perciò contagioso per il gatto nè per l’uomo.
La malattia è quella che più volgarmente indichiamo con il nome di GASTROENTERITE VIRALE e la trasmissione, elevata in questo periodo dell’anno, avviene attraverso il contatto con le deiezioni feci, vomito, saliva) di cani infetti. Così come i sintomi che più devono spingerci a portare i cani in visita, anche in PRONTO SOCCORSO, sono il vomito e la diarrea incoercibili soprattutto nei cani giovanissimi.
La gastroenterite virale colpisce prevelentemente il cucciolo! Ma questo in realtà non dipende soltanto dal fatto che un animale giovane ha delle difese immunitarie basse; dipende principalmente dai benefici che ci dà la VACCINAZIONE! Nel protocollo vaccinale infatti che eseguiamo presso la Clinica Veterinaria Ostia Lido, gli animali vengono vaccinati solitamente per 3 volte, a cominciare dalla 6- 8ava settimana (a seconda delle necessità e della storia del paziente) fino alla 14- 16esima. La vaccinazione in questi anni ha giocato un ruolo fondamentale permettendoci di abbassare notevolente la percentuale di soggetti infetti. Anche perché l’indice di mortalità è alto, nonostante terapie e ricovero. Mai come in questo caso è veritiera l’importanza della PREVENZIONE: vaccinare= prevenire e prevenire non significa curare ma evitare di dover curare un’infezione talmente grave da uccidere fino al 70% dei cuccioli.
Non dimenticate e non trascurate mai quanto sia importante far vaccinare i nostri piccoli, nuovi amici, o sapere quando allarmarci e contattare il veterinario!
dott.ssa Valeria Dattomo

 

METALDEIDE

INTOSSICAZIONE DA METALDEIDE.

La metaldeide è un prodotto chimico che si ritrova principalmente nei lumachicidi e si presenta sotto forma di granuli azzurro-verdastri.
Tale sostanza è nociva in caso di assunzione per via orale e, purtroppo, è molto appetibile per i nostri piccoli amici (in particolar
modo per i cani).
L’effetto della metaldeide è rapido e si manifesta dopo circa 2-3 ore. In seguito all’assunzione del tossico, compare
una sintomatologia molto evidente e caratteristica: spasmi muscolari, contrazioni tonico-cloniche, convulsioni, opistotono
(irrigidimento con iperestensione del capo e della colonna), ipersalivazione, midriasi (pupille dilatate),
tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), tachipnea (aumento della frequenza respiratoria), congestione o pallore delle mucose, ipereazione
agli stimoli tattili e/o uditivi. Altro sintomo tipico è la diarrea dal colore azzurrino-verdastro e l’ipertermia (42-43 C°). Gli esame del
sangue riveleranno una sofferenza epatica e, meno frequentemente, renale.
La diagnosi è facilmente desumibile dall’anamnesi e dalla sintomatologia clinica.
L’avvelenamento da metaldeide è una situazione d’emergenza che richiede un immediato trattamento. Infatti,ai fini prognostici, risulta
fondamentale iniziare la terapia il prima possibile. Il trattamento è sintomatico in quanto non esiste alcun antidoto specifico. Punto cardine
è la lavanda gastrica. Con questa, infatti, si riesce ad eliminare tutto il contenuto gastrico, evitando un’ulteriore
assimilazione di tossico, e ,al contempo, permette di somministrare farmaci (come il carbone attivo o il sucralfato) che ne riducano l’assorbimento
a livello intestinale. Unico limite della lavanda è il tempo di svuotamento gastrico. Infatti il cibo (o in questo caso il veleno), in
condizioni normali, passa dallo stomaco all’intestino in circa 2-3 ore, potendo rendere vano l’intervento. Come esperienza personale, però,
ho avuto modo di riscontrare in diversi casi l’importanza della lavanda anche quando effettuata dopo 6 ore dall’ingestione: il riscontro della metaldeide
nel liquido di lavaggio potrebbe dipendere da un riflesso difensivo dell’apparato gastrointestinale che va incontro a stasi.
Per il controllo delle crisi convulsive vengono somministrati dei sedativi. Qualora ciò non fosse sufficiente si deve indurre il coma farmacologico.
Una volta che le condizioni cliniche dell’animale sono stabili, si possono iniziare le terapie di supporto. Queste sono mirate a lenire i danni
che la metaldeide può aver provocato a livello epatico e/o renale. Queste cure possono continuare anche per settimane a seconda della gravità
del danno.
La prognosi è strettamente legata alla quantità di metaldeide assunta, allo stato clinico dell’animale, alla rapidità d’intervento ed ai
possibili danni secondari (neurologici, epatici e renali), ma risulta generalmente buona negli animali che sopravvivono 36 ore dall’assunzione
del tossico.
Per qualsiasi informazione potete contattarci allo 06/95584454.
Dott. Andrea Giacchi

 

CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA

LAZIO:

Via Aldrovandi 2, Villa Borghese, Roma
06/3201912
Centro Recupero Sperlonga
Località Villa di Tiberio – 04029 Sperlonga (LT) 338/1906209 tartarughe marine
Corso Matteotti 169, 04100 Latina
0773/484993
“Il nostro regno degli animali”
Via della tenuta di San Cesareo 00178 Roma
06/5037124
c/o Parco Faunistico di Pian dell’Abatino, Via Capofarfa 50, 02030 Poggio San Lorenzo (Rieti)
0765/884472; 349/2360510/1/2/3
CRAS della Riserva Naturale Lago di Vico Via Cassia Cimina Km 12, 01032 Caprarola (VT) 320/4304119
Centro Recupero Sabaudia
c/o Direzione Parco Nazionale del Circeo, Via Carlo Alberto 107, 04016 Sabaudia (Latina)
0773/511385
legambiente

Animali, al via la campagna di Legambiente contro i maltrattamenti

Insieme ai cittadini una battaglia contro crudeltà e illegalità

Contro abbandoni, maltrattamenti e illegalità a danno degli animali, Legambiente lancia la nuova campagna “Vengo via con te!”. L’associazione mette a disposizione i propri avvocati, esperti e volontari, presenti in tutta Italia, per dare supporto a chi voglia difendere gli animali da violenze e crudeltà.
“Diamo il via oggi, nel giorno dedicato a Sant’Antonio, protettore degli animali, a questa nostra nuova iniziativa – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – per combattere chi lucra sulla pelle degli animali. Raccoglieremo le segnalazioni dei cittadini, che saranno i protagonisti di questa battaglia, e con loro cercheremo le soluzioni utili contro i maltrattamenti”.
“Vengo via con te!” prende il via dalla vicenda dei beagle liberati quasi due anni fa dall’allevamento di Green Hill, oggi conclusa nel migliore dei modi. I 3.000 cani sono tutti presso le famiglie che li hanno adottati grazie all’intervento di Legambiente e Lav che hanno gestito la difficile fase di affido, dopo la liberazione decisa dalla magistratura su esposto di Legambiente. Tutto è andato al meglio grazie al costante lavoro di decine di volontari ed esperti legali.
La campagna ha obiettivi concreti e urgenti: vincere ora la sfida giudiziaria contro Green Hill, offrire voce e supporto ai cittadini che denunciano casi di maltrattamento, dare casa agli animali oggetto di sequestro da parte delle Forze di polizia, ottenere dalle Istituzioni anagrafi nazionali efficienti per cani, gatti e cavalli, far capire l’urgenza di sterilizzare cani e gatti per ridurre sensibilmente la sofferenza dei troppi cuccioli che, in un modo o nell’altro, finiscono per vivere una vita fatta solo di stenti e, soprattutto, contrastare il più possibile l’illegalità e le ecomafie che lucrano sulla pelle degli animali.
Legambiente lancia questa nuova sfida avvalendosi della sua ramificata struttura territoriale e di una rete di collaborazioni con alcune delle migliori esperienze italiane: Italian Horse Protection Association, specializzata nel recupero di cavalli, Il Rifugio degli Asinelli, che accoglie decine di asinelli maltrattati, e l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese esperta nella gestione e adozione di migliaia di cani abbandonati.

Hai telefonato per salvare un animale abbandonato e nessuno è intervenuto?

Hai notato movimenti di cuccioli di non chiara provenienza e vuoi che sia fatta luce?

Saresti disposto ad ospitare un animale e non sai come fare?

Hai visto fare violenza su un animale e vuoi che gli autori vengano perseguiti?

Hai dubbi sulle condizioni in cui è tenuto un animale?
Legambiente risponderà a queste e a tantissime altre domande inviate a sosanimali@legambiente.it.
L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 – 76 – 53
http://www.legambiente.it/sos-animali

guinzaglio cortoL’ordinanza sulla Gazzetta Ufficiale. I proprietari sono sempre responsabili della condotta e del benessere degli animali

Museruole e guinzaglio corto: nuove norme per chi ha cani

Novità in vista per chi ha un cane. Nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 6 settembre è stata pubblicata un’ordinanza del ministero della Salute che impone ai proprietari degli amici a quattro zampe alcuni obblighi, ad esempio: utilizzare il guinzaglio «corto» (max 1,5 metri) e portare sempre con sé la museruola. A spingere il ministero a emanare questa ordinanza – che istituisce anche corsi ad hoc per i padroni – è il «verificarsi di incidenti, soprattutto in ambito domestico, legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari». Questi ultimi, o chi detiene il cane, sono a qualsiasi titolo responsabili penalmente e civilmente dei danni provocati dall’animale. «Il proprietario di un cane – si legge nell’ordinanza, che avrà efficacia per 12 mesi – è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo».

Per prevenire danni o lesioni a persone, animali o cose, l’ordinanza stabilisce che il proprietario e il detentore di un cane devono seguire determinate regole: «Utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti».

E ancora: «affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive». Tra gli obblighi, quello di raccogliere le feci, e quindi «avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse». Vengono inoltre istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino.

«I percorsi formativi – si legge nell’ordinanza del ministero della Salute – sono organizzati dai Comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltá di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale. Il Comune, su indicazione del servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso formativo tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanitá pubblica veterinaria, istituito all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. (Fonte: Adnkronos)

ORDINANZA 6 agosto 2013

Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani. (13A07313) (GU Serie Generale n.209 del 6-9-2013)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’articolo 32 della Costituzione;

Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto

del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e  successive

modificazioni;

Visto l’articolo 32  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  e

successive modificazioni;

Vista la Convenzione europea per la  protezione  degli  animali  da

compagnia,  fatta  a  Strasburgo  il  13  novembre  1987,  ratificata

dall’Italia con la legge 4 novembre 2010, n. 201,  recante  «Ratifica

ed esecuzione della  Convenzione  europea  per  la  protezione  degli

animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonche’

norme di adeguamento dell’ordinamento interno»;

Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in

materia di animali  d’affezione  e  prevenzione  del  randagismo»,  e

successive modificazioni;

Visto l’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,

e successive modificazioni;

Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  28

febbraio  2003,  concernente  il  «Recepimento  dell’accordo  tra  il

Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento  e

Bolzano del 6 febbraio  2003,  recante  disposizioni  in  materia  di

benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 marzo 2003, n. 52;

Visti gli articoli 544-ter, 650 e 727 del codice penale;

Vista l’ordinanza del Ministro del lavoro,  della  salute  e  delle

politiche   sociali   del   3   marzo   2009   concernente    «Tutela

dell’incolumita’  pubblica  dall’aggressione  dei  cani»,  pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 marzo 2009,

n. 68;

Visto il decreto del Ministro del  lavoro,  della  salute  e  delle

politiche sociali del 26 novembre 2009,  recante  percorsi  formativi

per i proprietari dei cani, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana del 25 gennaio 2010, n. 19;

Vista l’ordinanza del Ministro della  salute  del  22  marzo  2011,

«Differimento del termine di efficacia e modificazioni dell’ordinanza

del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3

marzo  2009   concernente   la   tutela   dell’incolumita’   pubblica

dall’aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana del 13 maggio 2011, n. 10;

Vista l’ordinanza del Ministro della  salute  del  4  agosto  2011,

«Integrazioni all’ordinanza del Ministro del lavoro, della  salute  e

delle  politiche  sociali  3  marzo  2009,  concernente   la   tutela

dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani, come  modificata

dall’ordinanza del Ministro della salute 22 marzo  2011»,  pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  dell’8  settembre

2011, n. 209;

Considerato che continua a sussistere  la  necessita’  di  adottare

disposizioni cautelari volte alla  tutela  dell’incolumita’  pubblica

dall’aggressione dei  cani  a  causa  del  verificarsi  di  incidenti

soprattutto in ambito domestico legati  alla  non  corretta  gestione

degli animali da parte dei proprietari;

Ritenuto necessario, in attesa dell’emanazione  di  una  disciplina

normativa organica in materia, rafforzare il sistema  di  prevenzione

del  rischio  di  aggressione  da  parte  di  cani  basato  non  solo

sull’imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e  detentori

di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro

capacita’ di gestione degli animali;

Considerato al riguardo che il Consiglio dei Ministri nella  seduta

del 26 luglio 2013 ha approvato un  disegno  di  legge  recante,  tra

l’altro, delega  per  la  disciplina  della  tutela  dell’incolumita’

personale dall’aggressione di cani (art. 21);

Ritenuto pertanto di determinare  la  durata  dell’efficacia  della

presente ordinanza in 12  mesi,  stante  la  pendenza  dell’iter  del

predetto d.d.l.;

Visto il decreto ministeriale 8  luglio  2013,  recante  delega  di

attribuzioni del Ministro della salute al  Sottosegretario  di  Stato

On.le  Paolo  Fadda,  pubblicato  nella  Gazzetta   Ufficiale   della

Repubblica italiana del 2 agosto 2013, n. 180;

 Ordina:

 Art. 1

1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere,

del  controllo  e  della  conduzione  dell’animale  e  risponde,  sia

civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone,  animali  o

cose provocati dall’animale stesso.

2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di

sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo.

3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone,  animali

o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti

misure:

a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non  superiore  a

mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree  urbane  e  nei

luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per  cani  individuate

dai comuni;

b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da  applicare

al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o  animali  o

su richiesta delle autorita’ competenti;

c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;

d)  acquisire  un   cane   assumendo   informazioni   sulle   sue

caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore;

e) assicurare che il cane abbia un  comportamento  adeguato  alle

specifiche esigenze di convivenza con persone e animali  rispetto  al

contesto in cui vive.

4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il  cane  in  ambito  urbano

raccoglierne le feci e avere con se’ strumenti idonei  alla  raccolta

delle stesse.

5. Sono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani,  in

conformita’ al decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di

un attestato  di  partecipazione  denominato  patentino.  I  percorsi

formativi sono  organizzati  dai  comuni  congiuntamente  ai  servizi

veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono  avvalersi

della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali  dei

medici veterinari, facolta’  di  medicina  veterinaria,  associazioni

veterinarie e associazioni  di  protezione  animale.  Il  comune,  su

indicazione  del  servizio  veterinario   ufficiale,   individua   il

responsabile  scientifico  del  percorso  formativo  tra   i   medici

veterinari esperti in comportamento animale o  appositamente  formati

dal Centro di  referenza  nazionale  per  la  formazione  in  sanita’

pubblica veterinaria,  istituito  presso  l’Istituto  zooprofilattico

sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

6.  Il  medico  veterinario   libero   professionista   informa   i

proprietari  di  cani  in  merito  alla  disponibilita’  di  percorsi

formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi

veterinari dell’azienda sanitaria locale  la  presenza,  tra  i  suoi

assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale  in

quanto impegnativi per la corretta  gestione  ai  fini  della  tutela

dell’incolumita’ pubblica.

7. A seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base

di altri criteri di rischio i  comuni,  su  indicazione  dei  servizi

veterinari,  decidono,  nell’ambito  del  loro  compito   di   tutela

dell’incolumita’ pubblica, quali proprietari di cani hanno  l’obbligo

di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i  percorsi  formativi

sono a carico del proprietario del cane.

Art. 2

1. Sono vietati:

a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressivita’;

b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo

scopo di svilupparne l’aggressivita’;

c) la sottoposizione  di  cani  a  doping,  cosi’  come  definito

all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;

d)  la  vendita,  l’esposizione  ai  fini   di   vendita   e   la

commercializzazione di cani sottoposti a  interventi  chirurgici  non

conformi all’articolo 10 della Convenzione europea per la  protezione

degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13  novembre  1987,

ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre  2010,  n.

201.

2. Gli interventi chirurgici effettuati in conformita’ all’articolo

10 della citata Convenzione europea sono  certificati  da  un  medico

veterinario.  Il  certificato  veterinario  segue  l’animale  ed   e’

presentato quando richiesto dalle autorita’ competenti.

3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione dell’articolo

10  della   citata   Convenzione   europea   sono   da   considerarsi

maltrattamento animale ai  sensi  dell’articolo  544-ter  del  codice

penale.

Art. 3

1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del  decreto

del Presidente della Repubblica 8  febbraio  1954,  n.  320,  recante

«Regolamento di polizia veterinaria»,  a  seguito  di  morsicatura  o

aggressione  i  servizi  veterinari  attivano  un   percorso   mirato

all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale  e  della

corretta gestione da parte del proprietario.

2. I servizi veterinari, oltre a quanto stabilito dall’articolo  1,

comma 7, in caso di rilevazione di rischio elevato,  stabiliscono  le

misure  di  prevenzione  e   la   necessita’   di   una   valutazione

comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte  di

medici veterinari esperti in comportamento animale.

3. I servizi veterinari detengono un registro aggiornato  dei  cani

dichiarati a rischio elevato di aggressivita’ ai sensi del comma 2.

4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al  comma  3

stipulano una polizza di assicurazione di responsabilita’ civile  per

danni contro terzi causati dal proprio cane  e  applicano  sempre  al

cane, quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico,

sia guinzaglio sia museruola.

Art. 4

1. E’  vietato  possedere  o  detenere  cani  registrati  ai  sensi

dell’articolo 3, comma 3:

a) ai delinquenti abituali o per tendenza;

b) a chi e’ sottoposto a misure  di  prevenzione  personale  o  a

misura di sicurezza personale;

c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per

delitto non  colposo  contro  la  persona  o  contro  il  patrimonio,

punibile con la reclusione superiore a due anni;

d) a chiunque abbia riportato condanna, anche  non  definitiva  o

decreto penale di condanna, per i reati di  cui  agli  articoli  727,

544-ter, 544-quater,  544-quinques  del  codice  penale,  per  quelli

previsti dall’articolo 2 della  legge  20  luglio  2004,  n.  189,  e

dall’articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201;

e) ai minori di 18 anni,  agli  interdetti  e  agli  inabili  per

infermita’ di mente.

Art. 5

1. La presente ordinanza non si applica ai cani in  dotazione  alle

Forze armate, di polizia, di  protezione  civile  e  dei  Vigili  del

fuoco.

2. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b),

e all’articolo 1, comma 4, non si  applicano  ai  cani  addestrati  a

sostegno delle persone diversamente abili.

3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b),

non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi  e  ad

altre tipologie di cani comunque individuate con proprio  atto  dalle

regioni o dai comuni.

Art. 6

1. Le violazioni delle disposizioni della presente  ordinanza  sono

sanzionate dalle competenti  autorita’  secondo  le  disposizioni  in

vigore.

Art. 7

1. La presente ordinanza ha efficacia per 12 mesi a  decorrere  dal

giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica

italiana.

La presente ordinanza e’ trasmessa alla  Corte  dei  conti  per  la

registrazione.

Roma, 6 agosto 2013

                  p. il Ministro

            il Sottosegretario di Stato

                      Fadda

Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2013

Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. Salute  e  Min.

Lavoro, registro n. 12, foglio n. 1

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